Allodole sul filo (di Jiří Menzel, 1969)

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Allodole sul filo è uno degli ultimi film importanti della Nová Vlna. Completato nel 1969 quando la Primavera di Praga era già finita, fu immediatamente bloccato dalla censura e mai distribuito fino al 1990, quando vincerà l'Orso d'oro al Festival di Berlino. Il film di Menzel, con il consueto stravolgimento di senso e di registro tipico della Nuova Onda cecoslovacca, sfrutta la cornice di una “innocua” commedia romantica per fare un'esplicita e caustica satira dello stalinismo.

Città industriale di Kladno, anni '50 del novecento. In un enorme impianto per il riciclaggio di ferraglie lavorano due particolari squadre di operai. La prima è composta da donne, prigioniere impiegate nel deposito di rottami per scontare la loro pena, dovuta al tentativo di fuggire dal Paese. L'altra squadra è formata da uomini, assegnati al lavoro nell'impianto per reati di opinione, come forma di “rieducazione” in chiave anti-capitalista e anti-borghese: tra loro un magistrato colpevole di aver sostenuto che un imputato ha diritto alla difesa, un libraio che si è rifiutato di mandare al macero le opere censurate dal Partito e un sassofonista, il cui strumento era semplicemente considerato “borghese”. Gli uomini, nonostante il lavoro coatto, sono allegri e affiatati, e spesso intrattengono gustose e ironiche conversazioni filosofiche.

Tra le due squadre corre una chiara simpatia, ma a dividerle c'è il poliziotto Andel, che ha il compito di scortare la squadra femminile, mentre gli uomini sono soggetti al controllo di un supervisore sindacale, che li sollecita continuamente a raggiungere gli obiettivi produttivi stabiliti e ne sorveglia la riabilitazione politica. Ciò nonostante, tra le due squadre, piuttosto scanzonate e refrattarie ad essere “rieducate”, viene a crearsi una tensione erotica tale che saranno inevitabili i momenti di contatto. In particolare, fra il cuoco Pavel e la giovane Jitka nascerà una storia d'amore che più tardi li porterà a sposarsi, da reclusi, con un surreale rito burocratico. Si sposerà anche la guardia Andel, con una bellissima e misteriosa ragazza zingara dai comportamenti bizzarri e indecifrabili, che in seguito forniranno una lirica chiave di lettura della vita carceraria dei protagonisti.

Nel corso degli avvenimenti, cominceranno a sparire uno dopo l'altro diversi personaggi del gruppo degli uomini, prelevati dalla polizia politica per affermazioni o condotte ritenute antisociali o controrivoluzionarie.

Intanto, con l'aiuto del poliziotto Andel, i due gruppi di prigionieri organizzano un incontro intimo fra Jitka e il suo sposo Pavel all'interno di una baracca nella ferriera. Ma l'inatteso arrivo di un personaggio di spicco del Partito, che tutti i lavoratori dell'impianto dovranno calorosamente accogliere, impedirà a Pavel di raggiungere l'amata e sarà per lui fonte di nuovi guai con le Autorità.

Tratto da alcuni racconti di Bohumil Hrabal, scrittore moravo cui il cinema della Nová Vlna deve molte sceneggiature, Allodole sul filo fa coesistere la leggerezza dei personaggi con la rappresentazione di un Partito Comunista, all'epoca del racconto di dottrina stalinista, invasivo, spersonalizzante e punitivo. Ma anche contraddittorio, come il film mostrerà ironicamente attraverso il personaggio del cinico Supervisore (interpretato da Rudolf Hrušínský, anche qui in una grande prova dopo l'eccezionale L'uomo che bruciava i cadaveri), che dalla sua posizione burocratizzata pontifica continuamente sul valore del lavoro, ma sporcandosi ben poco le mani. Il Supervisore incarna un apparato ambiguo, permeabile alle ambizioni dei singoli, che da un lato esalta il ruolo degli operai e dall'altro ne ignora o punisce le rivendicazioni.

Nell'importante sotto-trama del matrimonio fra la guardia Andel e la bella zingara Terezka, intercalata in diversi momenti del film, si può leggere un ulteriore motivo di critica politica. Terezka è un personaggio taciturno e sfuggente che, trasferitasi nella nuova casa di Andel, metterà in scena comportamenti singolari: prima un giocoso nascondino durante la prima notte di nozze, successivamente dormirà sopra l'armadio anziché nel letto. Andel, convintosi che questo comportamento anomalo sia un segnale dell'infedeltà della donna, un giorno lascerà il suo posto di guardia per rincasare anticipatamente, credendo di sorprenderla con l'ipotetico amante. La troverà in casa da sola, seduta davanti a un piccolo fuoco da campo acceso sul pavimento della cucina, mentre si scalda le mani, e per la prima volta si udirà la sua voce in un malinconico canto. Tornato alla ferriera, Andel troverà le sue sorvegliate e gli altri operai intorno a un fuoco, intenti a scaldarsi le mani tutti insieme, e silenziosamente si unirà a loro. Nell'analogia fra queste immagini di vita privata e vita pubblica, c'è la rappresentazione di un sistema totalizzante che assomiglia a un carcere diffuso, dove gli individui che non si uniformano alla cultura ufficiale possono continuare a esistere solo in clandestinità (come la zingara “in cattività” nella casa di Andel, che non si abitua alla nuova vita) o sono destinati ai campi di rieducazione. In entrambi i casi il prezzo sarà la libertà personale.

A dispetto del cupo sfondo del periodo d'influenza staliniana, Allodole sul filo è fedele allo humor sferzante che caratterizza molti film della Nová Vlna. Particolarmente preziosi per caratterizzare l'atmosfera goliardica del film, ma anche per una lettura politica dell'opera, sono gli arguti scambi di battute fra gli intellettuali del gruppo, il magistrato e il libraio/filosofo, che riescono a sdrammatizzare ogni evento, contemporaneamente offrendo nuovi spunti di riflessione, nella tipica tradizione dell'umorismo ceco di cui Hrabal è un illustre cantore.

Censurato immediatamente appena ultimato, il film di Menzel costerà al regista e al co-sceneggiatore Hrabal l'impossibilità, per anni, di pubblicare altre opere. Nonostante ciò, durante gli anni '80 Allodole sul filo ebbe in patria una certa diffusione attraverso i canali della cultura underground, ma rimase pressoché sconosciuto al grande pubblico fino al 1989 (fine del socialismo reale in Cecoslovacchia), quando riemergerà dagli archivi degli Studi Barrandov per ottenere, l'anno seguente, il premio principale al Festival di Berlino.

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Altre informazioni sul film

  • Titolo originale: Skřivánci na niti
  • Paese e anno di produzione: Cecoslovacchia Rep. Ceca 1969
  • Regia: Jiří Menzel
  • Interpreti principali: Rudolf Hrusínský (Supervisore), Václav Neckár (Pavel), Jitka Zelenohorská (Jitka), Jaroslav Satoranský (Andel)
Letto 266 volte Ultima modifica il Venerdì, 19 Agosto 2016 00:24

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