Happiness (di Steve Cutts, 2017)

Happiness (di Steve Cutts, 2017) © Steve Cutts 2017
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In una frenetica metropoli abitata da ratti, ognuno insegue la propria felicità allo stesso modo di tutti gli altri: cercando di comprarla. Ma il tempo e gli sforzi dei ratti non bastano mai, perché la "felicità" è ovunque, in qualsiasi cosa li distragga per un momento dalla loro vera condizione. Il distopico(?) cortometraggio di Steve Cutts ci rivela una società che sa realizzare sé stessa solo attraverso i propri consumi. La nostra.

La città brulica di ratti famelici, tutti uguali e tutti compulsivamente alla ricerca di una felicità dettata dal marketing. L'incedere dell'aria tratta da Carmen di Bizet, accompagna solennemente il trionfo delle meccaniche che Cutts satireggia nella sua breve animazione.

I topi esprimono la forza e l'impeto del branco, ma entro i passaggi obbligati che percorrono, come in un perenne test di laboratorio, si rivelano nient'altro che deboli cavie sottomesse e inconsapevoli, politicamente inerti.

Grigie schiere di consimili si accalcano alla stazione per un treno con destinazione "Nowhere" ("nessun posto"), mentre una selva di videocamere di sorveglianza controllano febbrilmente la folla. Tutt'intorno, un caleidoscopio di pubblicità che promuove un unico prodotto, Felicità, in ogni formato: pillole, cereali e profumi per essere "il vero te stesso".

Con Happiness Steve Cutts muove dalla "classica" critica al consumismo per portarci, con un corto di appena 4 minuti, a una riflessione più profonda.

La fine del film ne rivela il fulcro: dopo una sbornia di esperienze, tutte rigorosamente a pagamento, un ratto giace sul marciapiedi privo di sensi; sarà l'odore del denaro a rianimarlo (unico carburante che possa alimentare questa macchina sociale) e, inseguendo la banconota che fluttua nell'aria, finirà preso nella trappola del lavoro.

Evidentemente un lavoro non gratificante, anonimo, seriale, disfunzionale e forse precario; un lavoro che ha il solo senso di mantenerlo nella sua condizione di consumatore di merci-promessa. "Sii il vero te stesso": un'esperienza che si esaurisce nell'atto del consumo, inappagante e frivola, che immediatamente spinge a consumare altro, consumare ancora, mentre il tempo corre troppo in fretta verso la prossima giornata da passare nella trappola.

Una condizione che lo nutre di promesse in cambio di un presente vuoto e un futuro incerto, in cui al "vero sé stesso" serve paradossalmente di essere uguale a tutti gli altri per sperare di esprimere la propria individualità, per non essere declassato.

Non è casuale la data di pubblicazione di Happiness, il 24 novembre 2017, ovvero nell'ormai consolidato giorno di "celebrazione" del black friday, nuova liturgia a cui nel film di Cutts non solo nessuno si sottrae, ma addirittura si assiste a scene di lotta per l'ottenimento delle merci-promessa, come non di rado si ritrovano anche nelle cronache quotidiane.

Una foga, un impegno, una passione che nell'esistenza dei ratti drogati di promesse non ha più nessuna corrispondenza a livello politico: lottano per la TV ad alta definizione, non per la realizzazione di sé stessi.

Alla fine della sbornia, cioè quando finiscono i soldi oppure ci si trova per un attimo soli con sé stessi, affiorano la coscienza e lo sconforto, mettendo in crisi un intero progetto esistenziale collettivo: "il vero te stesso" non si può comprare... Ma ecco che arriva un rimedio a buon mercato anche per i pensieri cupi: antidepressivi (e felicità) a volontà!

Come già il Soma ne Il mondo nuovo di Huxley (1932) disperdeva la passeggera disforia dei cittadini, restituendoli al loro quieto vivere in una società condizionata mentalmente, così anche l'irsuto ratto di Happiness con la felicità in pillole può trasformarsi in un grazioso topolino in stile Silly Symphony e vedere il mondo come vorrebbe che fosse. Come lo vedrebbe il "vero sé stesso". Ma l'effetto dura poco e ad attenderlo ci sarà sempre una nuova promessa dentro alla trappola.

Steve Cutts è un artista britannico. Oltre all'animazione, si occupa di illustrazione, pittura e scultura. Il suo sito è www.stevecutts.com

Altre informazioni sul film

Letto 104 volte Ultima modifica il Giovedì, 25 Gennaio 2018 22:34

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