L'ultima spiaggia (di Stanley Kramer, 1959)

L'ultima spiaggia (di Stanley Kramer, 1959) © 1959 Stanley Kramer Productions
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La guerra atomica ha sterminato ogni abitante dell'emisfero boreale, generando una nube radioattiva che entro pochi mesi porterà la morte sul resto del pianeta. Un sottomarino americano superstite raggiunge l'Australia, lontana e non ancora contaminata dal fallout, mentre qualcuno, contro ogni logica spiegazione, sta ancora inviando strani segnali Morse dalla baia di San Diego.
Stanley Kramer realizza L'ultima spiaggia nel clima tesissimo della corsa agli armamenti e delle crescenti paranoie nucleari del XX secolo, rifiutando qualsiasi spettacolarizzazione e mostrando la faccia invisibile e silenziosa della "Mutua Distruzione Assicurata".

La terza guerra mondiale è stata combattuta con armi atomiche che hanno pesantemente contaminato l'atmosfera terrestre. Nell'emisfero settentrionale ogni forma di vita è stata uccisa dalle radiazioni, mentre nei continenti meridionali, sebbene non toccati dal conflitto, gli abitanti possono solamente attendere che le correnti portino anche sui loro territori il letale fallout.

Il sottomarino statunitense Sawfish è sopravvissuto al conflitto e, comandato dal capitano Dwight Towers (Gregory Peck), raggiunge la base alleata di Melbourne, Australia.
Da qui ripartirà, imbarcando l'esperto di sistemi nucleari Peter Holmes (Anthony Perkins) ed il fisico Julian Osborne (Fred Astaire), per una duplice missione: verificare la teoria secondo cui al polo nord la radioattività potrebbe essere minore che nel resto dell'emisfero, offrendo perciò una possibilità di salvezza al genere umano, e indagare sugli indecifrabili segnali Morse che da tempo qualcuno sta radiotelegrafando dalla California, quando ormai là dovrebbero esserci solamente cadaveri.

La spedizione sarà fallimentare e il Sawfish farà ritorno a Melbourne, dove l'attesa della fine verrà ingannata e complicata dall'incontenibile desiderio di vita dei superstiti o dal loro cercare di ignorare l'avvicinarsi delle nubi mortali.
Il capitano Towers, cui la guerra ha portato via moglie e figli, intreccerà una relazione con la bella e tormentata Moira (Ava Gardner), a sua volta rimasta da sola. Peter Holmes ritroverà la giovane moglie sconvolta dall'impossibilità di fuggire e salvare la loro figlioletta. Il dottor Osborne si dedicherà alla sua passione per l'automobilismo, organizzando una corsa amatoriale che si trasformerà in una carneficina.

Intanto in città, al motto di "C'è ancora tempo, fratello" veglie di preghiera radunano gli abitanti nelle piazze, mentre gli ospedali iniziano a distribuire dosi di veleno alla popolazione, come sollievo alla lenta agonia della morte per radiazioni che incombe sul Paese.

L'ultima spiaggia segue di due anni il romanzo omonimo da cui è tratto (On the beach), scritto da Nevil Shute nel 1957, e si aggiunge a una nutrita serie di opere sul tema della guerra nucleare globale, che da questo periodo fino al termine della Guerra Fredda, daranno forma alle peggiori paure dei popoli del mondo (vedi anche A prova di errore).

In particolare, il film di Kramer si inserisce fra quelle opere che, mettendo da parte facili soluzioni spettacolari, si soffermano sulle implicazioni meno immediate dell'utilizzo delle armi atomiche. Riflessioni che, in un'epoca ancora molto vicina agli eventi di Hiroshima e Nagasaki, erano particolarmente urgenti e necessarie.

Se già nel 1954, ispirato dall'esplosione andata fuori controllo nell'esperimento Castle Bravo, arrivava sullo schermo il Godzilla di Ishiro Honda quale metafora della mostruosità che queste armi rappresentano, negli anni successivi si moltiplicheranno le pellicole che si confrontano con il tema della fine del mondo causata dalle bombe atomiche.

Ne L'ultima spiaggia non vengono chiarite le ragioni della guerra, né quali fossero le nazioni responsabili, particolari ormai secondari per l'umanità superstite. Il film si concentra piuttosto sulle vicende personali che, nella disperata situazione dei protagonisti, di fatto condannati a morte dalle nubi radioattive in lento ma inesorabile avvicinamento, diventano l'ultimo appiglio alla vita, alla speranza in un futuro ancora possibile: la solitudine di Moira e la sua dipendenza dall'alcol, l'amore di Mary per sua figlia appena nata, quello del capitano Towers per la propria famiglia ormai scomparsa e le altre diverse storie che si intrecciano fra i personaggi.

Muovendo da un'atmosfera iniziale quasi serena, di generale sollievo per essere sopravvissuti alla distruzione di massa che ha colpito l'emisfero nord, il film procede verso l'unico epilogo possibile, rendendo palpabile il montare dell'angoscia fra i superstiti al passare dei giorni che li separano dall'arrivo del fallout.

Il dottor Osborne avrà ancora modo di organizzare un ultimo, scalcinato, Gran Premio automobilistico d'Australia, che si concluderà con la sua vittoria in seguito agli incidenti mortali occorsi durante la gara a tutti gli altri concorrenti: una chiara metafora sulle guerre di sterminio, che lasciano il vincitore a regnare da solo sui morti e sulle macerie.
Allo stesso modo, il capitano Towers diventerà ammiraglio in quanto unico ufficiale superstite di tutta la Marina degli Stati Uniti...

Al suo quarto film da regista, Stanley Kramer (già affermato produttore) raduna un cast di forte richiamo e la sua opera otterrà critiche generalmente molto positive. Ciò nonostante, la produzione si chiuderà con una perdita economica.
Probabilmente, l'insuccesso commerciale del film fu determinato dalla sua completa (e coerente) mancanza di "catarsi". Il progressivo incupirsi delle situazioni e il malinconico lasciarsi andare dei protagonisti verso un finale che, dopo 60 anni, ancora provoca una stretta allo stomaco degli spettatori, strideva con le aspettative sollevate dalla presenza di interpreti di grido, solitamente riconoscibili in temi più "concilianti" per il pubblico generale, che qui veniva, senza girarci troppo intorno, posto di fronte ad amori spezzati, suicidi e al totale annichilimento della vita sul pianeta.

Negli anni seguenti, la pellicola di Kramer ha saputo conquistarsi una schiera di estimatori che attraversa più generazioni, continuando ad essere fra le più interessanti sul tema della fine del mondo.
L'ultima spiaggia fu proiettato in prima visione assoluta contemporanea il 17 dicembre 1959 nei cinema di tutti i sette continenti, addirittura anche a Mosca, dove Gregory Peck si recò personalmente, alla presenza di ufficiali sovietici, stampa e diplomatici internazionali.

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Altre informazioni sul film

  • Titolo originale: On the beach
  • Paese e anno di produzione: USA 1959
  • Regia: Stanley Kramer
  • Interpreti principali: Gregory Peck (capitano Towers), Anthony Perkins (tenente di vascello Holmes), Fred Astaire (dottor Osborne), Ava Gardner (Moira Davidson)
Letto 83 volte Ultima modifica il Venerdì, 01 Dicembre 2017 00:21

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