La danza della realtà (di Alejandro Jodorowsky, 2013)

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“Sfuggire al passato, atterrare in un corpo di adulto, sopportare il peso dei dolorosi anni, però nel cuore conservare il bambino. Come un'ostia viva, come un canarino bianco, come un diamante prezioso (...)”

Alejandro Jodorowsky torna a fare cinema dopo una pausa di oltre vent'anni e con La danza della realtà aggiunge un altro sorprendente cult alla sua già eccezionale filmografia (tra cui i celeberrimi El Topo e La montagna sacra). Nel racconto della sua infanzia, Jodorowsky riversa il suo miglior armamentario poetico e allucinatorio, il sarcasmo e la dissacrante spiritualità che pervade tutta la sua opera non solo registica.

Il film è l'autobiografia immaginaria dell'autore, tratta dal suo libro omonimo, incentrata sugli anni della sua infanzia a Tocopilla, cittadina di provincia nel Cile settentrionale dove Jodorowsky è nato.

Fedele alla sua concezione terapeutica dell'arte, con La danza della realtà Jodorowsky ha voluto dare corpo ai sogni e agli incubi della sua vita di bambino, che hanno segnato la sua evoluzione artistica e umana negli anni successivi, dimostrando ancora adesso, superati gli ottant'anni di età, di conservare una riserva inesauribile di immaginazione visionaria, sfrontatezza poetica, autoironia e gusto per la satira antiborghese.

Alejandro Jodorowsky, discendente di immigrati ebrei ucraini in Cile, nasce da Jaime (rappresentato come omofobo e autoritario, nonché fervente stalinista ossessionato dall'idea di uccidere il politico fascistoide cileno Ibáñez del Campo) e Sara (madre amorevole con il sogno irrealizzato di diventare una cantante d'opera). La coppia gestisce una merceria a Tocopilla. L'infanzia di Alejandro si sviluppa in una magmatica commistione di influenze familiari, sociali e culturali: nella cittadina industriale, percorsa dai fremiti rivoluzionari delle classi lavoratrici e dagli effetti della Grande depressione, il giovane Jodorowsky si confronta con un mondo che lo vede fragile e diverso dal resto della piccola comunità, perché ebreo, benestante, introverso, troppo sensibile. Continuamente ammonito dal padre, che lo vorrebbe materialista e virile, il ragazzo troverà conforto nella filosofia, nell'arte, ma soprattutto nell'esercizio di una smisurata e coraggiosa immaginazione, con cui affrontare i duri colpi di quella difficile realtà quotidiana.

È così che ne La danza della realtà prendono vita situazioni e personaggi tanto deliranti quanto carichi di dissacratoria ironia, ma a volte anche drammatici e spaventosi, in un susseguirsi di storie nella storia che sfidano gli spettatori con passaggi grotteschi, imprevedibilmente poetici, sconcertanti. È questa la “danza” del titolo: la rilettura del quotidiano attraverso l'esercizio terapeutico dell'immaginazione, per interpretare la realtà secondo una prospettiva più ampia, sconosciuta ai noi stessi razionali, rendendola una materia che la nostra nuova percezione possa trasformare e comprendere.

La danza della realtà si sviluppa in un percorso dai confini sfumati, in cui il reale e l'invenzione spesso si confondono, lasciando un costante senso di sregolato e malinconico divertimento. Il sogno e l'incubo procedono di pari passo con il racconto biografico, sviluppandone i risvolti più cupi o profondi con un incedere visionario e stordente: una madre che si esprime solo con vocalizzi da soprano, un concorso per cani mascherati, bande di storpi rissosi, puttane rivoluzionarie, riti psicomagici, freaks assortiti e un corollario di riflessioni sul denaro, il potere, la famiglia, la religione.

Lo stesso Jodorowsky entra fisicamente in campo come io narrante, affiancando sulla scena il suo alter ego bambino nei passaggi più significativi, simbolicamente rivivendone le tensioni e condividendone, da adulto, il peso: così, nello sfrenato carnevale de La danza della realtà prende corpo il pensiero dell'autore sviluppato nei suoi scritti come Psicomagia e l'omonimo LDdR.

Il film di Jodorowsky, similmente ai suoi precedenti lavori degli anni '70, è un'opera panica. Inscena un caos organico, riuscendo a tenere insieme tutti i suoi capitoli ribelli anche quando strabordanti di simboli e sogni. Ed è solo attraverso questi che si può raccontare la vita del suo geniale e poliedrico autore, una figura di artista unica, che da oltre cinquanta anni si distingue per la sua peculiare produzione letteraria, fumettistica e filosofica, oltre che cinematografica.

Nel cast anche i figli di Jodorowsky: Brontis (già in El Topo, La montagna sacra e Santa Sangre), nel ruolo del padre di Alejandro, e Adan (Santa Sangre, Poesia senza fine) che interpreta l'Anarchico, oltre ad essere l'autore delle musiche del film.

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Altre informazioni sul film

  • Titolo originale: La danza de la realidad
  • Paese e anno di produzione: Francia Cile 2013
  • Regia: Alejandro Jodorowsky
  • Interpreti principali: Jeremias Herskovits, Pamela Flores, Alejandro Jodorowsky, Brontis Jodorowsky, Adan Jodorowsky
Letto 516 volte Ultima modifica il Mercoledì, 17 Agosto 2016 10:57

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