Liberami (di Federica di Giacomo, 2016)

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Padre Cataldo pratica esorcismi nel palermitano ed è molto richiesto. Alle sue cure si affidano persone di ogni età e condizione, perché Satana può annidarsi anche nei debiti non pagati, in una storia di "corna", in un ragazzino irrequieto...
Realizzato nell'arco di tre anni, Liberami è un singolare documentario sul rito dell'esorcismo ai nostri tempi. Girato con grande distacco e rispetto, il film di Federica Di Giacomo presenta un tema inquietante, ma che a tratti fa anche sorridere, ed offre notevoli spunti di riflessione sulla condizione umana in questo scorcio di secolo.

L'epica spettacolare de L'esorcista di Friedkin è lontana: per parlare con padre Cataldo Migliazzo bisogna prendere appuntamento e poi aspettare le udienze del martedì, ma comunque chi viene da fuori Palermo ha la precedenza(!). Questa procedura un pò arrangiata non impedisce accese dispute sull'ordine di accesso ai colloqui, tanta è l'affluenza agli incontri con l'ottantenne francescano esorcista siciliano.

Oggetto del consulto sono i casi più disparati: qualcuno deve ricevere pagamenti arretrati, c'è chi ha trovato in casa un oggetto fuori posto e perciò sospetta una presenza diabolica, un bambino non ha voglia di andare a scuola. Il denominatore comune è la paura di essere stati colpiti da una occulta forza maligna, che può disgregare le famiglie, rovinare la salute e spingere alla dissolutezza.

La bizzarra commistione di motivi religiosi, di superstizione popolare e delle più prosaiche cose mondane compone un quadro al contempo drammatico e grottesco (esemplificato dalla sequenza dell'esorcismo "telefonico", con tanto di convenevoli finali), che ci rivela una fenomenologia sotterranea ma evidentemente più diffusa di quanto non si creda.

Grazie ai "cartelli" in coda al film si apprendono interessanti statistiche sui casi di possessione e sulle relative attività della Chiesa cattolica, che organizza corsi di formazione e call-center per fronteggiare la crescente richiesta di esorcisti in giro per il mondo.

In Liberami, le immagini della Di Giacomo alternano l'esecuzione dei rituali volti a scacciare Satana dal corpo dei posseduti a momenti delle loro vite prese nella normalità quotidiana. Attraverso le conversazioni che avvengono fra i soggetti filmati, traspare chiaramente la profonda condizione di malessere che accompagna queste persone e la loro incapacità di trovare risposte concrete nella società in cui vivono. Mogli, padri di famiglia, giovani, persone dalle provenienze più diverse, non necessariamente "ignoranti" oppure già credenti e praticanti, si rivolgono all'esorcista quale ultima risorsa per liberarsi dal male che li opprime, invisibile a medici, psichiatri ed amici.

Al di là del giudizio che ognuno può trarre sulla materia rappresentata in Liberami, il film aggiunge uno sguardo inedito, non privo di ironia, sulla crisi esistenziale che attraversa il mondo contemporaneo, in cui sembra che all'aumentare della complessità dei problemi sociali, si vadano ricercando risposte individuali sempre più semplici e veloci.

Interessante notare, inoltre, come nel nostro presente largamente dominato da una rigida ritualità mondana e omologazione culturale (vedi anche il tagliente cortometraggio Happiness di Steve Cutts), il soggetto di Liberami ci metta ancora a confronto con un perturbante archetipico e una dimensione "magica" che non solo sopravvivono intatti nella nostra società postindustriale, ma le cifre presentate nel film ci indicano che questi vanno sempre più consolidandosi.

Liberami ha vinto il Premio Orizzonti per il miglior film alla Mostra del Cinema di Venezia nel 2016.

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Altre informazioni sul film

Letto 57 volte Ultima modifica il Martedì, 20 Marzo 2018 21:42

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