Nosferatu il vampiro (di F. W. Murnau, 1922)

Nosferatu, FW Murnau, 1922 Nosferatu, FW Murnau, 1922 © Prana Film G.m.b.H., Friedrich Wilhelm Murnau Stiftung
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Il Conte Orlok arriva in città su un tetro vascello privo di equipaggio. Con lui porterà follia, pestilenza e caos. Adattando liberamente il Dracula di Bram Stoker, Friedrich Wilhelm Murnau fa del suo Nosferatu l'archetipo del mostro cinematografico, capace di incarnare le tensioni e le angosce del proprio tempo, nonché uno dei film simbolo dell'espressionismo tedesco.

Nella città di Wisborg, l'avido immobiliarista Knock riceve una lettera dalla Transilvania: il Conte Orlok intende acquistare una proprietà. Knock individua immediatamente un edificio adatto: un vecchio e cadente palazzo situato proprio dinanzi alla casa di un suo impiegato, il giovane e ingenuo Hutter.

Con la promessa di un lauto guadagno, Hutter viene incaricato di recarsi nei lontani Carpazi per concludere la vendita dell'immobile. Egli accetta, preparandosi subito al lungo e solitario viaggio, nonostante la preoccupazione della bella moglie Ellen.

L'uomo giungerà nei Carpazi, facendo un'ultima tappa serale presso una locanda. Quando Hutter rivela ai presenti che la sua destinazione è il castello di Orlok, assiste dapprima ad espressioni di sgomento, poi verrà consigliato dall'oste di fermarsi per la notte, poiché nei boschi si aggira il lupo mannaro... Hutter intuisce che la sua missione è meno banale del previsto e la notte seguente, preso in consegna da un oscuro e deforme cocchiere, arriverà finalmente al castello del Conte.

Orlok è un uomo alto e pallido, dai lineamenti scheletriti e dal comportamento enigmatico. Hutter ne sarà subito intimorito, finché, dopo alcuni giorni di permanenza forzata nel suo castello, scoprirà che il Conte è un vampiro dotato di enormi poteri mentali.

Hutter fuggirà dal castello per tornare dalla sua Ellen, ma anche il vampiro, chiuso nella sua bara, ha già intrapreso il viaggio via mare che lo porterà a Wisborg insieme ad alcune casse piene di ratti e di terra sconsacrata...

Nosferatu è il primo ed unico film realizzato dalla Prana Film, casa di produzione che avrebbe dovuto specializzarsi in opere cinematografiche su soggetti soprannaturali, fondata dall'artista ed occultista Albin Grau, che è anche autore dei costumi, delle scenografie e delle locandine del film di Murnau.

Non essendo riuscita ad ottenere i diritti per realizzare un film su Dracula di Bram Stoker, la Prana cercò di aggirare il problema cambiando nome ai personaggi ed apportando diverse modifiche alla trama. Tuttavia, la vedova di Stoker portò vittoriosamente la causa in tribunale e la Prana Film fu obbligata al risarcimento ed alla distruzione di tutte le copie dell'opera, con conseguente fallimento della società. Rischiando personalmente conseguenze legali, Murnau salvò una copia del film dalla distruzione, di fatto consegnandola alla storia del Cinema.

Sebbene la trama di Nosferatu sia nettamente semplificata rispetto all'opera di Stoker e la produzione fosse a basso budget, il film si inserisce fra i più importanti dell'espressionismo tedesco e della storia del Cinema, grazie alla sua capacità di sintetizzare temi e pulsioni di una società "al bivio" (la Germania degli anni 1920) che assumono valore universale e senza tempo, nonché per alcune soluzioni tecniche originali.

Per comprenderne la portata, bisogna contestualizzarlo nell'epoca in cui fu realizzato, ovvero gli anni della Repubblica di Weimar, il periodo della storia tedesca tra il 1919 e il 1933 segnato da enormi tensioni politiche e sociali che sfoceranno nella fine dell'esperienza democratica e l'avvento del nazionalsocialismo.

La Germania del 1919 è una nazione in ginocchio: uscita sconfitta dalla Prima guerra mondiale e gravata da un pesantissimo debito di riparazione nei confronti dei Paesi vincitori, vede riversarsi al proprio interno centinaia di migliaia di reduci dal fronte, moltissimi ormai inabili al lavoro. Nei primi anni di vita della Repubblica, le fazioni politiche sono in un continuo stato di conflitto, spesso anche violento, che provoca frequenti disordini in tutto il Paese. La disoccupazione è molto elevata, si diffondono malattie a carattere epidemico, l'inflazione fuori controllo minaccia l'economia.

Questo quadro caotico e di grande incertezza (in cui, va però ricordato, si è potuta sviluppare una straordinaria rivoluzione culturale che ha interessato le arti e la scienza di quegli anni) genererà nell'inconscio collettivo paure e fascinazioni che in qualche modo rispondevano alle tensioni della realtà quotidiana: tendenza verso il mistico e l'occulto, paura della malattia, dello straniero, della follia.

Il Nosferatu di Murnau intercetta queste ansie e, senza ricorrere ai sofisticati effetti visivi tipici dell'espressionismo, le incarna nell'allucinato Conte Orlok: un non-morto mago e manipolatore di menti, capace di indurre i propri succubi alla follia e al vizio, untore e distruttore dell'ordine sociale e naturale.

La forza del film, quindi, è nel riuscire ad evocare gli incubi annidati nel profondo di una società lacerata, schiacciata tra le macerie del presente e l'incertezza del futuro, percorsa da pulsioni violente e irrazionali (come nella scena della caccia all'untore ai danni di Knock, capro espiatorio per le sventure che colpiscono la città) che nel giro di pochi anni si materializzeranno nell'instaurazione del Terzo Reich.

Rimangono impresse le ombre di Orlok che si allungano sui muri e sulle proprie vittime e la fisicità dell'attore Max Schreck (che interpreta il vampiro), plasmata da un make-up divenuto iconico e da una gestualità minimale, che ricorda le movenze degli insetti o di un qualche rapace in agguato. Fotograficamente molto notevoli la scena della processione delle bare in seguito alla pestilenza e l'uscita di Nosferatu sul ponte della nave, ripresa dall'interno della stiva.

L'opera di Murnau rappresenta un caposaldo del genere horror, che ha influenzato intere generazioni di professionisti e amanti del Cinema. Insieme a Dracula di Tod Browning (1931) e Vampyr di Carl T. Dreyer (1932), fa parte di una ideale trilogia sulle origini del cinema vampiresco. Il regista Werner Herzog, nel 1979 ne ha realizzato un magnifico remake dal titolo Nosferatu, il principe della notte interpretato da Klaus Kinski nel ruolo del vampiro. Un nuovo remake è attualmente in cantiere, ad opera del regista Robert Eggers (The Witch, 2015).

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Altre informazioni sul film

  • Titolo originale: Nosferatu, eine Symphonie des Grauens
  • Paese e anno di produzione: Germania 1922
  • Regia: Friedrich Wilhelm Murnau
  • Interpreti principali: Max Schreck (Conte Orlok), Gustav von Wangenheim (Hutter), Greta Schröder (Ellen), Alexander Granach (Knock)
Letto 70 volte Ultima modifica il Lunedì, 30 Aprile 2018 00:55

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