Bandito “in perpetuo” dopo il fallimento della Primavera di Praga, La festa e gli invitati (O slavnosti a hostech) è l'opera più importante di Jan Němec e una delle più significative della Nuova Onda cecoslovacca. A metà strada tra Kafka e il Buñuel de L'angelo Sterminatore, il film mette in scena un surreale banchetto al quale gli invitati non possono rifiutarsi di partecipare, metafora della violenza del potere e dell'accondiscendenza con cui viene accettata dai più.

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Domenica, 24 Luglio 2016 14:22

Kynodontas (di Yorgos Lanthimos, 2009)

Un ragazzo e le sue due giovani sorelle vivono da sempre reclusi nella villa dei genitori. Un posto isolato da cui non possono mai allontanarsi, dove “mare” significa poltrona, “autostrada” è un vento molto forte, “escursione” un materiale per fare pavimenti. E “fica” è una grande lampada.

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L'uomo che bruciava i cadaveri (Spalovač mrtvol o The cremator) di Juraj Herz è uno dei migliori film della breve ma folgorante stagione della Nuova Onda cecoslovacca. Una danza macabra condotta da Herz sui toni di uno humor nerissimo che pervade ogni scena di una storia bizzarra, crudele e tragicamente verosimile nelle sue dinamiche sociologiche. Un autentico gioiello, fotografato magistralmente e accompagnato da un tema musicale fiabesco e ipnotico.

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“Sfuggire al passato, atterrare in un corpo di adulto, sopportare il peso dei dolorosi anni, però nel cuore conservare il bambino. Come un'ostia viva, come un canarino bianco, come un diamante prezioso (...)”

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